Le nostre radici

All’età Neolitica, Eneolitica e del Bronzo Finale risalgono i primi insediamenti nelle Baragge del “Monteregio”, corsi d’acqua Strego e Bonda e rilievi collinari non paludosi.

In età Romana lungo i corsi di Sizzone Agogna si sviluppano grandi proprietà fondiarie dei primi “possessores” cittadini: i “Gemellii”, “Accelii” e “Terentii”. Culto religioso: Mercurio, Apollo e Marte. Stanziamenti militari di coorti.

(Nella foto accanto uno scorcio attuale dell'interno del cortile del castello)



Questi i momenti salienti in età Medioevale:

  • 908 d.c. diploma di Berengario I conferma la fondazione e la dote di un “castrum”. Il monastero benedettino di Fontaneto dedicato a San Sebastiano era stato fondato da Gariardo, fedele del Marchese Adalberto d’Ivrea, dotato di beni e di diritti sul mercato che si teneva una volta al mese nel borgo.
  • 1057 d.c. l’arcivescovo Guido da Velate indice il sinodo della provincia metropolitica milanese per la condanna della pataria (movimento sociale e religioso che si oppose alla corruzione ecclesiastica).
  • 1173 d.c. diploma di investitura che attesta la dipendenza del “locus” di Fontaneto al cenobio di Arona durante il consolato di Bellardo e Guerrialdo.
  • 1362 d.c. il “locus” di Fontaneto era stato ulteriormente fortificato ma Galeazzo II Visconti lo distrusse per non farlo cadere in mani nemiche.
  • 1412 d.c. prima torre che ripristina la fortificazione per difesa dalle incursioni di Facino Cane.
  • 1456 d.c. costruzione di un nuovo castello residenziale di tipo sforzesco per opera di Filippo Maria Visconti (nella foto in basso lo stemma della casata).
  • 1482 d.c. Filippo Maria Visconti (nella foto lo stemma della casata) divide in due col suo testamento il possesso del castello: a Giovanni Maria e Galeazzo Maria , il primo parteggiava per il duca di Milano, il secondo per il re di Francia.



Questi i passaggi chiave in età Moderna:

  • 1524 d.c. anno di peste, i Francesi di Francesco I guidati dal maresciallo Bonnivet non furono ospitati nel castello di Fontaneto tenuto da una guarnigione spagnola e arrivarono per primi sulle alture di Ghemme vincendo la battaglia contro le truppe del marchese di Pescara comandante di Carlo V.
  • 1535 d.c. il castello ospita Cristina di Danimarca moglie di Francesco II Sforza.
  • 1578-1588 d.c. epidemia petecchiale.
  • 1578 e 1610 d.c.. si formano le prime Confraternite caritative.
  • 13 giugno 1636. I francesi e piemontesi riescono ad espugnare il castello di Fontaneto alla guarnigione Spagnola che vi sì attestava, abbatterono 142 case intorno ma il 10 settembre gli spagnoli lo riconquistarono e abbatterono le case rimaste.
  • Luglio 1638 gli spagnoli distruggono il castello per impedire che cada in mano ai nemici.
  • Seconda metà del ‘600 i proprietari del castello lo ricostruiscono sotto forma di palazzo signorile.
  • Nella prima metà del 1700 il territorio di Novara e Fontaneto passano sotto dominio dei Savoia.
  • Nel corso del 1700 si sviluppano i primi opifici.
  • Nell’ottocento Fontaneto fa parte del mandamento di Borgomanero e le proprietà Viscontee si mantennero sostanzialmente compatte nonostante fossero pervenute ad altri ceppi famigliari come Rovida, Del Maino e poi Colleone.
  • 1813 costituzione dell’odierno cimitero.
  • 1820 primo ponte sul Sizzone e nel 1823 allestimento della strada per Cavaglio.
  • 1842 si apre il cantiere dello scurlo Antonelliano di Sant’Alessandro.
  • 1868-70 Si apre una nuova testa di fontana per la realizzazione del cavo Borromeo.

In età Contemporanea:

  • Dopo l’8 settembre 1943 molti giovani fontanetesi prendono parte alla resistenza armata contro il nazi-fascismo.
  • 20 settembre 1944 la località Cacciana viene bruciata dai fascisti.
  • 25 aprile 1945, Fontaneto e tutto il nord Italia vengono liberati dal giogo nazi-fascista.

Dopo la fine della seconda guerra mondiale la vita del paese muta lentamente sia a livello sociale che economico. Il boom industriale che coinvolge l’Italia include anche Fontaneto e la sua storia millenaria caratterizzata principalmente dal lavoro agricolo va via via modificandosi e cedendo spazio alla nuova struttura produttiva e sociale.