Con il termine baraggia si indica in linea generale l’area pedemontana che dalle Prealpi, site sotto il massiccio del Monte Rosa, si sviluppa verso il piano a terrazzi o in lieve graduale declivio, da nord - ovest a sud est. Queste zone sono caratterizzate da suolo e sottosuolo generalmente compatti, asfittici, deficienti di vita microbica e poveri di humus.
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Le principali differenze che dividono questa porzione di territorio dalla pianura sottostante e ne fanno un ambiente del tutto peculiare e altamente suggestivo sono sostanzialmente due: la posizione morfologica rilevata rispetto alla campagna circostante e la composizione del suolo.
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Il primo fattore delinea le caratteristiche morfologiche della zona collinare fontanetese: si evidenziano infatti altopiani, caratterizzati dalla mancanza quasi totale della circolazione idrica superficiale. Il secondo è caratterizzato dal terreno argilloso, fine e costipato e per nulla fertile costituente la collina fontanetese
Questa particolare situazione si ripercuote negativamente sulla flora spontanea, soprattutto sulle piante, consentendo lo sviluppo prevalentemente a erbe e cespugli, attribuendo spesso agli alberi forme contorte e dimensioni ridotte, mostrando alberi quasi “nanizzati”.
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Da un punto di vista climatico l'incapacità di trattenere l’acqua negli interstizi del suolo fa della baraggia un ambiente particolarmente arido nei mesi estivi, quando per effetto dell'evaporazione la terra si secca e assume la tipica colorazione arancione - rossiccia.
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Da un punto di vista storico inoltre l'uomo nei secoli ha sottoposto questo ambiente ad un trattamento brutale costituito da disboscamenti, pascolo intensivo e ricorrenti incendi.
Questi atteggiamenti hanno da un lato ciclicamente inibito la ricostituzione della flora originaria, dall'altro hanno invece favorito l'affermarsi di una particolare associazione, la brughiera, che ha caratterizzato il paesaggio baraggivo sino ad oggi.
La brughiera prende il nome dal brugo, una pianta erbacea diffusa nei luoghi più asciutti, mentre nei luoghi più umidi abbonda una graminacea, la molinia che ingiallendo in autunno dona quell’aspetto suggestivo di savana africana.
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Da un punto di vista prettamente naturalistico le zone di baraggia, essendo per la loro improduttività scampate alla bonifica agraria, assumono oggi un fondamentale ruolo nella conservazione della natura, poiché ospitano molte specie animali rare che nel resto della Pianura Padana trovano ormai poche altre zone di rifugio.
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Troviamo specie rare sia tra gli insetti, tra gli anfibi, ma soprattutto tra gli uccelli. Basti pensare che in totale nelle zone di baraggia sono state osservate sinora 170 specie di uccelli.
È proprio per l’alto valore naturalistico di questo biotopo che la Regione Piemonte ha istituito la Riserva naturale orientata delle Baragge (Legge Regionale 14 gennaio 1992, n. 3), che si estende nella porzione novarese su parte del territorio fontanetese e su altri comuni limitrofi.